Enpa: con TTIP rischio di nuovi Green Hill

Enpa: con TTIP rischio di nuovi Green Hill

Enpa: con TTIP rischio di nuovi Green Hill

E’ di soli 3 anni fa la chiusura di Green Hill, allevamento di beagle destinati alla vivisezione, eppure già un nuovo allarme si profila. Secondo l’Enpa, infatti, il rischio si pone con il TTIP, ossia il trattato di libero scambio tra Usa e Unione Europea che è attualmente in discussione e che prevede il voto a giorni (scadenza prevista per il 9-10 giugno).

Il TTIP prevede l’abolizione di barriere normative alla libera circolazione di beni e servizi tra Usa ed Europa: dunque, nel caso fosse accettato, un Paese comunitario non potrà limitare la commercializzazione di prodotti americani né bloccare investimenti statunitensi in Europa, nemmeno se questi non rispettano gli standard di Bruxelles.

Afferma a tal proposito Annamaria Procacci, consigliera nazionale di Enpa: “Green Hill e altri stabilimenti del genere potrebbero aprire i battenti nel nostro Paese, malgrado il divieto di legge stabilito in Italia nel 2014. Così come potrebbe essere bypassato il divieto di test cosmetici sugli animali che l’Europa, con un atto di grandissima civiltà, ha imposto nel marzo del 2013 e che non ha eguali negli USA. Il TTIP rappresenta dunque un pericolosissimo salto nel buio e un rischioso percorso a ritroso nel tempo che i cittadini non sono assolutamente disposti ad accettare“.

La presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, ha scritto a tal proposito una lettera-appello a tutti gli eurodeputati italiani, in modo da non dar vita ad un’involuzione che faccia prevalere squallide logiche di mercato sui progressi civili e valoriali che l’Europa ha raggiunto.

Giorgia Martino

Fonte: Geapress

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