Perché i diritti animali sono così calpestati?

Non esiste ancora una cultura di reale rispetto degli animali, considerati più che esseri senzienti, degli oggetti che l’uomo, in troppi casi sfrutta.

Perché i diritti animali sono così calpestati? | Dogalize

Sentiamo spesso parlare di diritti e doveri come di appannaggio degli esseri umani. La legge, in fondo, è dell’uomo. E su questa debolezza concettuale si erge la forza ignorante di normative esistenti per il benessere animale, eppure mai abbastanza consone e mai abbastanza messe in atto.

Questo perché non esiste ancora una cultura di reale rispetto degli animali, considerati più che esseri senzienti, degli oggetti che l’uomo, in troppi casi, o sfrutta in modo negativo o ‘utilizza’ come status o affezione personale egoistica.

La legge esiste fra gli uomini e non fra gli animali per un unico motivo: l’essere umano riesce ad infrangere un’etica che per gli animali è completamente istintiva e naturale.

In questa chiave, la legge sottolinea un’inferiorità umana, non una sua superiorità.

Quindi la presenza della legge fra gli esseri umani non deve essere un pretesto per schiacciare con regole arbitrarie chi segue già i propri doveri e conosce naturalmente i propri diritti.

Prima ancora di decidere quali soggetti devono esserne tutelati o meno, proviamo a comprendere il valore del rispetto, alla base di ogni legge. Il valore crea l’unica legge che possa essere seguita: quella di ciò che è naturale avvenga.

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