Pignoramento animali d’affezione

pignoramento animali d'affezione

GLI ANIMALI d'AFFEZIONE

NON SONO PIÙ PIGNORABILI

Pignoramento animali: Abbiamo il divieto !. E’ stato approvato approvato il 17 settembre il divieto di pignoramento degli animali d'affezione o da compagnia. Presto, dunque, il codice di procedura civile comprenderà, fra i beni non pignorabili, anche i quattrozampe e gli animali impiegati per particolari fini.

La Commissione Ambiente del Senato ha infatti dato il via libera all'emendamento che esclude la pignorabilità degli animali da compagnia e degli animali impiegati "a fini terapeutici". Fino ad ora, infatti, in casi di pignoramento c’era la possibilità che anche gli animali di un debitore potessero essere portati via al proprietario.

Per tranquillizzare i proprietari, Equitalia aveva precisato che il pignoramento di animali domestici "non è di prassi", benché la norma ora modificata lo prevedesse implicitamente: cani e gatti sono considerati dalla legge come res (cose) e pertanto, in linea di principio, pignorabili. Per escludere ogni possibilità anche remota al riguardo, il Ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti aveva comunque annunciato un perfezionamento normativo, ora attuato, che avrebbe esplicitato l'esclusione dal codice di procedura civile.

Con l'approvazione dell'emendamento del Governo che introduce l'impignorabilità degli animali d'affezione si supera un'anacronistica crudeltà, colmando una lacuna normativa.

Il testo, che modifica dell'articolo 514 del codice di procedura civile, spiega che non sono pignorabili:
- gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali;
- gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli.

di Edgar Meyer
presidente dell’associazione Gaia Animali & Ambiente Onlus

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