Amate i cani Ecco i libri per cani che fanno per voi | Dogalize

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Amate i cani? Ecco i libri per cani che fanno per voi | Dogalize

Più che un trend è una vera e propria invasione. I libri per cani (di fiction) che hanno per protagonisti cani o quelli che parlano dei cani - per lo più guide e manuali - sono sempre di più.


Tra gli ultimi libri per cani usciti, c'è il romanzo di Federico Baccomo, Woody (Leggi la recensione di Laura Pezzino al fondo): il racconto in «lingua canina» delle vicissitudini del cane razza basenji - Woody appunto - e della sua padrona.

Di tutt'altro genere il saggio Meglio un cane di Gian Piero Quaglino che ripercorre l'origine della fedeltà dei nostri amici quattrozampe attraverso la storia e i miti. Di un cane - argomenta in sostanza l'autore - ci si può sempre fidare tanto più che dalla notte dei tempi sono stati i cani a tirarci fuori dai guai (e senza mai essere ricompensati abbastanza).

Nel genere guide, si va dai classici manuali per addestrare il cane (Graeme Sims ha dedicato al tema numerosi volumi tutti di successo), a libri dedicati a temi più insoliti. Per esempio, ricettari per cani&umani, ovvero pietanze che non fanno male a loro e che possono soddisfare anche il vostro palato. E, persino, un libro per imparare a confezionare cappottini e altro (all'uncinetto) per tenere al caldo il quattrozampe.

Mini quiz. Che cos’è «la casa grandissima piena di cibo»? E la «vasca

da bagno enorme» dove fare il bagno? E «gli alberi piccolissimi» che stanno nel bosco? Nell’ordine: Esselunga, mare, funghi. Ma visti da un cane, che di nome fa Woody ed è il protagonista di questo piccolo capolavoro di Federico Baccomo, la cosa più originale che potete leggere, oggi, in Italia (e perfetto come regalo di Natale).

Geniale, quindi semplicissimo: una storia scritta dal punto di vista di un cane che, appunto, pensa e parla come un cane. «Mio nome: Woody. Miei anni: quasi tre. Mia razza: basenji». Woody è il cane di Padrona e da tre giorni si trova dentro una gabbia. Come ci è arrivato?

Da qui, parte questo romanzo per bambini adulti, che ha la grazia del Piccolo Principe e il peso di un classico, poiché ruota attorno a un bel dilemma: cosa succede quando un essere puro scopre il male? L’autore milanese (che non ha mai avuto un animale «perché non mi sentivo all’altezza, ma ho sempre avuto a che fare con quelli degli altri, fidanzate e amici») è reduce da una trilogia iniziata con Studio illegale (Marsilio) e ha sempre scritto per «grandi».

 

«Poi, mentre cercavo un punto di vista diverso, mi è apparsa l’immagine di un cagnolino dietro le sbarre. Mi sono documentato, e tutti i libri raccontati “da cani” avevano una lingua umanissima. Inventarne una nuova è stata la parte più divertente».

 

Il nome è un omaggio a Woody Allen: «È il mio modello e, anche, perché ha un punto di vista assolutamente originale sulle cose».

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