Lecce: tenta di uccidere il cane con un’ascia

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Lecce: tenta di uccidere il cane con un'ascia | Dogalize

E’ stato identificato e denunciato nei giorni scorsi il presunto autore della feroce aggressione avvenuta nei confronti di Nerone, il cane colpito ripetutamente, lo scorso 23 ottobre, con un oggetto contundente che gli ha provocato profonde ferite e la perdita di un occhio. Nerone, sottoposto alle cure del caso, è stato ora affidato ai volontari dell’associazione Spes, che da circa un ventennio svolge attività di volontariato senza fini di lucro finalizzata alla protezione degli animali e conta circa 200 iscritti. Tra le varie attività svolte, l’associazione gestisce il canile comunale di Matino e si occupa di prestare soccorso agli animali feriti e di segnalare alle autorità eventuali casi di detenzione degli animali stessi in condizioni tali da provocarne la sofferenza o comunque in violazione di legge.

A portare alla luce il triste caso del cane selvaggiamente percosso, sono stati proprio alcuni volontari della Spes, che per primi sono intervenuti nel recinto dove Nerone era custodito. Solo dopo l’intervento dei carabinieri e di un agente della polizia locale, il proprietario del giardino ha permesso che il cane fosse curato. La povera bestia era stata gravemente ferita alla testa, completamente insanguinata, colpita da un oggetto dotato di lama, del tipo accetta o ascia, in quanto la pelle e la carne risultavano vistosamente tagliata in profondità in più punti, come confermato dal medico veterinario della Asl. Era evidente che la persona che aveva ferito il cane aveva tentato di ucciderlo.

Per questo l’associazione ha conferito a un legale, l’avvocato Stefano Stefanelli, l’incarico di presentare querela nei confronti dell’uomo, che ha successivamente cercato di negare che il cane fosse suo, nonostante lo stesso fosse custodito in un recinto non accessibile dall’esterno. “L'ipotesi che possa essere stato qualcun altro a ferire il cane – si legge nella querela – è sicuramente da escludere alla luce dalla conformazione del luogo ove il cane era rinchiuso che rendeva particolarmente difficoltoso l'accesso, che comunque mai sarebbe potuto avvenire nelle ore pomeridiane dalla pubblica via senza essere visto dagli utenti della strada”. L’indagato ha inoltre ammesso di essersi recato nel pomeriggio presso l'immobile allo scopo di rimproverare il cane che abbaiava.

Nella dettagliata e precisa querela l’avvocato Stefanelli chiede che si proceda nei confronti dell’uomo per aver tentato di uccidere il cane. Circostanza che non si è verificata per fatti indipendenti dalla sua volontà, poiché i guaiti di dolore del cane hanno richiamato l'attenzione di numerosi cittadini e provocato l'intervento delle forze dell'ordine, che lo hanno portato in salvo affidandolo alle cure del servizio veterinario. Il legale ha inoltre evidenziato che si è trattato di lesioni inferte ad un animale per crudeltà e senza necessità. Inoltre si prospetta il reato di abbandono di animali, poiché il cane era denutrito, rinchiuso in un recinto di piccole dimensioni e privo di qualunque riparo dal sole e dagli agenti atmosferici e in precarie condizioni igieniche. Il tutto aggravato dai futili motivi. L’associazione si riserva di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale.

Fonte: lecceprima.it

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