Uffici Diritti Animali: una rivoluzione nei Comuni italiani

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Uffici Diritti Animali: una rivoluzione nei Comuni italiani | Dogalize

Negli ultimi anni, in Italia, si è assistito alla nascita di una serie di uffici che, all’interno delle amministrazioni di alcuni Comuni, si occupano esclusivamente di animali. Si chiamano in vari modi: Ufficio Diritti Animali, Ufficio Tutela Animali, Ufficio Benessere animale o altro. Sono uno sportello per i proprietari di pets, per le associazioni di volontariato, ma anche talvolta una sorta di “task force” per gli animali.

Il primo è sorto a Roma nel 1994. Non è stato solo primo in Italia , ma addirittura in Europa. A ruota sono seguiti quelli di Genova, Venezia, Milano, Torino. Altri comuni, piccoli e grandi, più recentemente hanno realizzato strutture analoghe. Così, uffici con compiti simili sono nati e nascono anche nelle piccole e medie cittadine, soprattutto del Nord-Italia.

Di cosa si occupano? Le competenze dell’Ufficio Diritti Animali (Uda) sono varie. I cittadini si rivolgono agli Uda per ricevere informazioni sulle leggi esistenti in materia di tutela degli animali; inviano richieste d’aiuto e/o segnalazioni di casi di maltrattamento, smarrimento e abbandono.

Gli Uda svolgono attività di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali e attività di prevenzione del randagismo – anche tramite la sensibilizzazione dei più piccoli, organizzando incontri nelle scuole. E ancora: l’Uda verifica le condizioni dei randagi ospitati presso il canile-rifugio convenzionato, e promuove le adozioni e gli affidi. Sul fronte dei gatti, invece, censisce le colonie feline presenti sul territorio comunale e rappresenta uno sportello a disposizione di “gattare” e “gattari”.

Non si occupa solo di cani e gatti, ma anche di tutti gli altri animali che hanno fatto della città il loro habitat naturale: dagli uccelli ai pesci, senza dimenticare conigli, criceti e cavie (sempre più diffusi nelle abitazioni). Insomma, al di là delle competenze specifiche, un buon Ufficio Diritti Animali può essere un punto di riferimento e di sostegno per tutta la cittadinanza per di sviluppare un corretto rapporto tra uomini ed animali in città.

Questi uffici sono di due tipi: “interni”, cioè gestiti direttamente dal Comune con uno o più dipendenti propri, oppure “esterni”, gestiti da un’associazione per conto del Comune. Se molte città hanno il loro Uda, tantissimi Comuni ancora non l’hanno previsto. Perché non sollecitarli?

Come proporre l’apertura di un UDA nel proprio Comune? La proposta può essere fatta inizialmente anche da un singolo privato cittadino. Tuttavia generalmente in via ufficiale gli enti pubblici preferiscono avere a che fare con un’associazione del territorio. Le mosse sono le seguenti:
1. contattare il sindaco o un assessore o un consigliere di maggioranza, meglio se lo si conosce personalmente
2. sottoporgli la proposta.
Gaia Animali & Ambiente fornisce volentieri a chiunque ne fa richiesta a segreteria.gaia@fastwebnet.it qualche materiale per chiedere l’apertura di un Uda:
– bozza di delibera di istituzione
– scheda generale
– bozza di convenzione

Il risultato cui tutti gli Uffici dovrebbero tendere è riassunto perfettamente nelle parole di Gandhi: “La civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta i suoi animali”.

di Edgar Meyer
presidente dell’associazione Gaia Animali & Ambiente Onlus

www.gaiaitalia.it

 

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