Lutto in casa Baglioni; il suo cagnolino è scomparso

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Lutto in casa Baglioni; il suo cagnolino è scomparso | Dogalize

Commozione in casa Baglioni, per la scomparsa del cucciolo di casa GrandPetit; il piccolo maltese non ha retto all’età, avanzatissima per un cane (14 anni).

Il cantautore italiano ha dedicato all’amico di una vita un dolcissimo post su Facebook, raccogliendo migliaia di condivisioni e il sostegno incondizionato dei fan, che sanno perfettamente cosa significhi affrontare la perdita di quello che a tutti gli effetti diventa un membro della famiglia.
Il cane non presentava particolari problemi, la sua scomparsa è dunque un fulmine a ciel sereno come dice lo stesso Baglioni nel post: “GrandPetit cane maltese di 14 anni se n’è andato ieri mattina. Non aveva malanni e niente di che tranne una corsetta un po’ rigida e un mantello appena meno fluente per via dell’età non più giovane. Il cuore gli si è spaccato così all’improvviso ed è andato giù a corpo morto”.

GrandPetit era uno dei 3 cuccioli di casa, e la sua scomparsa ha commosso così tanto il cantante da dedicargli un’ode, quasi un nuovo pezzo. “Era arrivato dal Sud Africa cucciolo il più minuto e sporco di vomito insieme a tre suoi fratelli più in forma ma alla fine fu lui ad essere scelto per far compagnia a BigSmall. Ci ha fatto pure tre figli maschi e fu lui a richiamar l’attenzione con un abbaio ansioso e insistito mentre lei cominciò a partorirli seminascosta sotto un divano. Le è sempre rimasto devoto quasi in totale venerazione e una gelosia malcelata e repressa in un guaito senza soddisfazione. Ha vissuto con timidezza e fragilità e un’espressione un po’ tutta sua attonita e fissa al richiamo di voce oscurato dall’irruenza dei pargoli ma è sempre rimasto al suo posto sonnacchioso e bisognoso di cure e di lunghe leggere carezze”.

Il cantante conclude così: “Adesso chissà dove si trova. Se c’è un paradiso o roba del genere io voglio che lui sia già lì insieme alle altre persone del cuore. Sennò comincio a pensare sul serio che mi importa assai poco di andarci. E allora io prego che sia proprio così e intanto consumo il senso di colpa di essere sopravvissuto. Quel tormento che viene ogni volta che muore qualcuno vicino. E provo a gestire il dolore diffuso sempre in carica e pronto per l’uso che aumenta col passar delle ore e delle cose da fare che si fanno comunque anche per non pensarci. Per provare a soffrire di meno ci vorrebbe un’unica scossa di pena anche fortissima ma in un attimo solo. Un colpo secco com’è successo con te piccolo caro tesoro. Arrivederci a quando sarà. E sarà. Dovessi impiegarci una vita”.

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