Diritti degli animali nella Costituzione

animali nella costituzione

Gli animali nella Costituzione

“Animali e Ambiente: dal cuore alla Costituzione”: così si chiama l’iniziativa della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente che ha come obiettivo un cambiamento storico nel rapporto uomo-altri animali. La Federazione ha lanciato un manifesto-appello affinché la tutela dell’ambiente e degli animali in quanto esseri senzienti sia inclusa tra i principi fondamentali della Carta costituzionale. Il testo è chiaro e netto.

Nell’attuale fase storica, caratterizzata da profondi mutamenti a livello globale, si va affermando una più moderna concezione dell’uomo e del suo rapporto con la natura, un atteggiamento più consapevole dei limiti entro i quali possiamo disporre delle risorse planetarie e rispettoso del sentimento di empatia che ci lega agli altri esseri viventi.
Di questa evoluzione hanno già preso atto, almeno in parte, l’Unione europea con il Trattato di Lisbona e numerose Costituzioni del continente, come quelle di Germania, Austria e Svizzera. Appare strano che non ci abbia ancora pensato l’Italia, paese dallo straordinario patrimonio ambientale e ricco di biodiversità come nessun altro in Europa.
Siamo dunque convinti che sia finalmente arrivato il momento di accogliere, tra i beni e i valori tutelati dai principi fondamentali della nostra Costituzione, l’ambiente, gli ecosistemi e gli animali in quanto esseri senzienti, capaci cioè di provare piacere e dolore e come tali degni non solo di rispetto ma anche di una diversa considerazione giuridica.

Il manifesto è appoggiato da tutte le 34 associazioni che fanno parte della Federazione ed è stato sottoscritto da intellettuali e personalità di spicco: i primi firmatari sono l’oncologo Umberto Veronesi e l’on. Michela Vittoria Brambilla. Nel concreto, sostiene una proposta di legge costituzionale presentata da Brambilla per la modifica agli articoli 9 e 117 della Costituzione.

Perché inserire la tutela degli animali nella Costituzione? “All’alba del XXI secolo” -sostiene l’on. Brambilla, “motore” della Federazione- “occorre prendere atto che l’animale non è più un oggetto nella mera disponibilità del padrone, ma un essere senziente. Credo che vi siano le condizioni politiche e culturali per cambiare prospettiva e adottare una soluzione più moderna nel definire lo status giuridico degli animali: non possono essere ancora considerati “cose”. Di fronte alla vita, o alla sua negazione, o di fronte alla sofferenza, siamo tutti uguali, umani e non umani. Dobbiamo prenderne atto. E riconoscere gli animali giuridicamente e nella Costituzione come esseri senzienti”.
Una rivoluzione pacifica è in atto. Arriverà in porto?

di Edgar Meyer
presidente dell’associazione Gaia Animali & Ambiente Onlus

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