Animali sequestrati per non aver pagato l’affitto: la legge cosa dice?

Animali sequestrati

Animali sequestrati per non aver pagato l'affitto: la legge cosa dice? 

Ennesimo caso di animali sequestrati per mancanze economiche. Ci sono volute ore per convincere la signora Amalia (il nome è di fantasia) a restituire alla sua inquilina Federica i due canarini, il coniglio e un gattone che le aveva "rapito" per ritorsione perché da mesi non pagava l’affitto del monolocale.

La vicenda inizia quando Amalia, stufa dei continui ritardi di Federica nel pagare, entra di soppiatto nell'appartamento della giovane e le porta via la gabbietta con i canarini, quella con il coniglio bianco nano Alberto e -non contenta- infila nel trasportino anche Romeo, il gattone di 12 anni, portandoseli nel suo appartamento. Dopo due giorni di tira e molla Federica si rivolge a un’associazione animalista che si reca a casa della "rapitrice" e dopo ore di discussione riesce a convincere Amalia che ci sono altri sistemi per farsi pagare l'affitto, tutti più legali rispetto al rapimento degli animali. Alla fine il Romeo, Alberto e i due canarini tornano da Federica dietro la promessa che avrebbe pagato le pigioni arretrate entro la fine della settimana. Le due litiganti siglano un documento con il quale Federica si impegna a pagare puntualmente e Amalia a non portarsi più a casa gli animali dell’affittuaria.

La legge Animali sequestrati

Dal punto di vista giuridico la proprietaria di casa, pur spinta dall’intenzione di salvaguardare i propri diritti, ha commesso un illecito penale. Amalia, infatti, avrebbe altre lecite possibilità per ottenere quanto dovuto. C’è la possibilità di ricorrere al giudice per ottenere la somma dovuta (oltre gli interessi) nonché di chiedere la convalida di sfratto per morosità. Insomma, la proprietaria di casa ha fatto giustizia da sé. Ma lo ha fatto integrando un’ipotesi delittuosa di violenza privata e di furto aggravato ai sensi del’art. 624 bis del Codice Penale che prevede “Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con la multa da euro 309 a euro 1.032”.

Amalia è entrata illegittimamente da Federica la quale, seppur morosa nel pagamento dell’affitto, ha comunque il diritto di decidere chi farvi accedere e quando.
Conclusione: anche se la persone che commette un illecito lo fa perché condotto da una motivazione giusta, è pur sempre colpevole di non aver scelto delle strade alternative che la legge gli concede. L’esercizio di un diritto, seppur esistente, non giustifica dei comportamenti penalmente rilevanti come quello della minaccia, della violenza ovvero del furto.

Animali Sequestrati: Che fare?

Federica ha fatto la scelta corretta nel chiedere l’intervento dell’associazione animalista, grazie alla mediazione della quale le due contendenti sono giunte ad un accordo conciliativo.

di Edgar Meyer
presidente dell’associazione Gaia Animali & Ambiente Onlus
www.gaiaitalia.it

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