Baytril per gatto: quando usarlo e gli effetti collaterali

Baytril per gatto: quando usarlo e gli effetti collaterali

Baytril per gatto quando usarlo

Il Baytril per gatto è un antibiotico che viene spesso prescritto per trattare e curare alcune infezioni batteriche più ostinate o difficili nei nostri amici a quattro zampe, sia cani che gatti. Baytril è il nome generico del farmaco, ma è conosciuto anche come Enrofloxacina. L’efficacia dell’antibiotico è sia contro batteri Gram positivi che quelli Gram negativi. Ad esempio, i batteri di pseudomonas, oppure lo stafilococco, sono difficili da curare senza questo farmaco, che si mostra invece molto efficace. Altri utilizzi tipici sono nelle patologie di infezioni della pelle o nelle infezioni alle orecchie. Il Batryl riesce ad impedire ai batteri di replicarsi, bloccandoli velocemente.

Batryl gatto: alcuni effetti collaterali

Il Batryl per gatto è un medicinale difficile da metabolizzare per il corpo del proprio micio, per questo non andrebbe mai utilizzato senza una previa prescrizione da parte del veterinario. Due sono le varianti del farmaco: compresse o gocce, queste ultime spesso ritenute particolarmente aggressive nei confronti del pelo e della pelle dei gatti più delicati. Gli effetti collaterali più comuni possono essere stanchezza, letargia, perdita di appetito e, in alcuni casi, anche vomito e diarrea. Raramente, invece, si assiste a convulsioni o insorgere di cataratta. Il principio del Batryl, l’Enrofloxacina, può inoltre reagire con altri antibiotici, con gli antiacidi, con penicillina, aminophillyne, Ciclosporina e ancora altro. Il consiglio del veterinario, in questo caso è essenziale.

Batryl gatto: le dosi

La dose tipica utilizzata nella somministrazione ai gatti non supera i 5 mg per kg di peso dell’animale. La somministrazione può essere suddivisa in 2 volte, una ogni 12 ore, e va fatta a stomaco vuoto.

Il trattamento con il batryl per gatto non supera, generalmente, i 2 o 3 giorni dall’ultimo segno clinico di infezione. Somministrazioni più lunghe possono però essere consigliabili per casi più gravi, e dipendono quindi sia dalle condizioni dell’infezione che dalla risposta al farmaco o dall’insorgere di eventuali effetti collaterali gravi. Il trattamento va comunque completato fino alla fine per prevenire che i batteri sviluppino una resistenza.

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