Malattie del cane: idrocefalo nel cane, sintomi e cause

Malattie del cane: idrocefalo nel cane, sintomi e cause

Idrocefalo nel cane

L’ idrocefalo nel cane è una condizione caratterizzata da un accumulo eccessivo di liquido cefalorachidiano all’interno del cervello. Di solito, tra le malattie del cane l’idrocefalo ha origine congenita, e solo occasionalmente può insorgere in seguito ad un trauma cranico, ad un’emorragia cerebrale, a carenza di vitamina A, neoplasie cerebrali o esposizione a farmaci, prodotti chimici, virus, batteri o tossine.

In medicina veterinaria si distinguono due tipologie: idrocefalo comunicante e idrocefalo non comunicante.

Malattie del cane l’idrocefalo comunicante

L’idrocefalo comunicante si caratterizza per un’iperproduzione di liquido, oppure un’anomalia o un danno a carico del cervello che ne impediscono il corretto assorbimento. In questo caso non esiste una vera e propria ostruzione fisica che impedisca la circolazione del liquido cefalorachidiano.

Malattie del cane l’idrocefalo non comunicante

L’idrocefalo non comunicante, invece, si origina da un’ostruzione fisica vera e propria a carico del normale flusso di liquido cefalorachidiano.

Idrocefalo nel cane: i sintomi

In presenza di questa malattia del cane, al di la della tipologia, comunicante o non comunicante, congenito o acquisito, si notano dei sintomi comuni:

  • Cranio a cupola (testa alta, arrotondata)
  • Offuscamento sensoriale, riduzione della vivacità del soggetto
  • Disorientamento
  • Demenza
  • Letargia
  • Ipereccitabilità
  • Mancanza totale o progressiva perdita della coordinazione muscolare
  • Cambiamenti comportamentali, anche aggressività
  • Comportamenti compulsivi
  • Difficoltà a respirare
  • Alterazioni della vista (cecità parziale/completa)
  • Anomalie nel posizionamento oculare (bulbi oculari ruotati verso l’esterno o il basso, strabismo)
  • Stato di incoscienza
  • Crisi convulsive
  • Coma
  • Decesso

Le razze maggiormente a rischio di idrocefalo nel cane

Come malattia del cane l’idrocefalo è piuttosto comune in alcune razze toy e brachicefale, specie nei Chihuahua, ma si riscontra con una certa probabilità anche nei Barboni Toy, nei Carlini, nei Pechinesi, nei Maltesi, nei Bulldog, negli Yorkshire Terrier e nei Manchester Terrier.

Si sono poi riscontrati alcuni fattori di rischio che possono essere associati all’idrocefalo, tra questi incidono molto le piccole dimensioni dei cuccioli alla nascita, l’eventuale parto difficoltoso o stressante, e la nascita prematura.

La diagnosi

Tra le malattie del cane l’idrocefalo in sé non è particolarmente difficile da diagnosticare, sebbene sia necessario rivolgersi ad una clinica veterinaria specializzata dotata di strumenti diagnostici adeguati, per confermare quello che può nascere come un semplice sospetto.

L’iter medico per diagnosticare questo tipo di problema in modo certo, consiste in un prelievo di campioni di urine e sangue, e all’esecuzione di radiografie craniche.

Per giungere a una diagnosi definitiva, spesso saranno realizzate anche TAC, risonanza magnetica al cervello e al cranio, elettrocefalografia (la registrazione grafica dei fenomeni elettrici che hanno luogo nel cervello), prelievo e analisi del liquido cefalorachidiano.

Il trattamento

In caso di presenza diagnosticata di idrocefalo nel cane, il trattamento farmacologico ha come scopo primario la riduzione della quantità di liquido cefalorachidiano che viene prodotta: solitamente, vengono somministrati al cane corticosteroidi (come il prednisone o desametasone), oppure acetazolamide, omeprazolo e furosemide, tutti medicinali che in ogni caso saranno prescritti dallo specialista.

Purtroppo, la terapia a base di soli farmaci, nella maggior parte dei casi, apporta solo un miglioramento temporaneo. Se il ricorso alla chirurgia sarà ritenuto necessario dal medico, si potrà procedere con diverse tecniche per deviare il liquido. Sicuramente il vostro veterinario di fiducia valuterà la gravità della situazione e come agire in modo più opportuno.

In caso di idrocefalo nel cane la prognosi è alquanto variabile, e dipende soprattutto dall’entità dei sintomi, del danno cerebrale provocato, e dalla possibilità o meno di intervenire per ridurre la pressione cranica.

Senza dubbio la tempestività può salvare la vita del cane, agire in fretta in situazioni come queste può davvero fare la differenza. Ed essendo un problema spesso di tipo congenito, appare chiaramente evidente l’importanza dei controlli medici alla nascita ed in concomitanza con la prima vaccinazione.