Agrifoglio: pianta dannosa per i nostri amici animali

Agrifoglio: pianta dannosa per i nostri amici animali

Agrifoglio

Particolarmente apprezzata durante il periodo natalizio, l’ agrifoglio è una pianta ornamentale sempreverde che può anche costituire un pericolo per gli animali domestici. Coltivata prevalentemente nel bacino del Mediterraneo, la specie più diffusa è quella appartenente alla famiglia delle Aquifoliacee, considerata un vero e proprio albero che può raggiungere i dieci metri di altezza. Conosciuto anche con il nome di pungitopo, l’agrifoglio presenta fusti molto ramificati e la chioma a forma di piramide, la corteccia liscia di colore grigio e rami di colore verdastro. Le foglie sono lucenti e di colore verde scuro, mentre i frutti sono drupe di colore rosso rubino note comunemente come bacche e sono presenti solo negli esemplari femminili. Se però si vuole coltivare un agrifoglio che sia pieno di bacche, nei pressi dovrà esserci obbligatoriamente almeno un esemplare maschile. La sua fioritura avviene nella tarda primavera e presenta piccoli fiori profumati di colore grigio tenue.

Agrifoglio utilizzato in epoca romana e poi introdotto nel Cristianesimo

In epoca romana l’agrifoglio era l’arbusto simbolo della stagione fredda, perché è proprio durante l’inverno che si sviluppa in tutta la sua bellezza e anche nel cristianesimo è stato associato alla sofferenza e al sangue di Gesù, per via delle bacche rosse. Tra le principali proprietà attribuite a questa pianta vi sono quella diuretica, quella lassativa e quella febbrifuga. I fiori servono per preparare tisane che aiutano a combattere l’influenza, il raffreddore e i reumatismi, mentre le radici sono utili per la loro azione diuretica e drenante. Infine, anche il legno dell’agrifoglio è utile per realizzare lavori artigianali. Nonostante tutte queste proprietà, le foglie e le bacche dell’agrifoglio sono tossiche sia per l’organismo umano che per gli animali.

Agrifoglio dannoso per gli animali

L’ agrifoglio è dannoso per gli animali e i principi attivi che contiene, come licina e tannini, possono rappresentare un vero pericolo per gli animali domestici come il cane e il gatto. Soprattutto durante il periodo di Natale, quando vengono poste anche all’interno delle abitazioni come decorazioni, è necessario vigilare che le bacche non vengano ingerite. 

L’elevato contenuto di sostanze emetiche e purganti e un consumo eccessivo, tipo 20 bacche, possono anche causare la morte. I sintomi di un’intossicazione causata dall’ingestione di agrifoglio possono consistere in diarrea, vomito, eccesso di salivazione, inappetenza e affaticamento dell’animale. I problemi più gravi riguardano l’apparato gastro-intestinale. Le foglie contengono metilxantine, cianogeno e saponine, sostanze causa di forti disturbi che possono portare al torpore e allo stato comatoso e, come già detto, possono essere anche mortali.