Terapia cortisonica del cane, indicazioni utili

terapia cortisonica del cane

Prescrizioni mediche

Quand’ è che un medico veterinario prescrive una terapia cortisonica del cane? I casi sono numerosi, e vanno dalle reazioni allergiche allo stato di shock (ad esempio da colpo di calore), da condizioni traumatiche (lesioni alla colonna vertebrale, paresi, paralisi, traumi del midollo spinale) all’ edema cerebrale, da patologie immunomediate alla chemioterapia.

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Possibili effetti collaterali della terapia cortisonica del cane

E allora come mai tanti padroni sono restii alla terapia cortisonica del cane? Perché in effetti si tratta di un medicinale che potrebbe determinare effetti collaterali anche importanti, a danno dell’ apparato digerente e dello stomaco, come vomito, diarrea e ulcere; a livello delle ghiandole surrenali con insufficienza acuta; a carico di ossa e muscoli con un’ accresciuta tendenza alle fratture spontanee, una debolezza muscolare, e un ritardo della guarigione delle ferite; fino ad arrivare nei casi peggiori a immunodepressione con aumento del rischio di contrarre infezioni, diabete mellitoSindrome di Cushing.

Tuttavia, è bene notare che in un numero consistente di casi l’ emersione di effetti così severi è la conseguenza di trattamenti prolungati, soprattutto ad alti dosaggi o senza considerazione dei cicli circadiani dell’ animale, oppure di una brusca sospensione della terapia cortisonica nel cane.
Ragione per la quale è oltremodo vietato cessare il trattamento prima che si sia concluso: se è stato prescritto un dosaggio a scalare è necessario attenersi alle indicazioni, e nel caso in cui dovessero insorgere degli effetti collaterali, è necessario contattare immediatamente il veterinario che, con ogni probabilità, lo ridurrà più velocemente, ma senza sospenderlo, onde evitare che l’organismo sopperisca all’ improvvisa mancanza cominciando a produrlo di suo (evenienza assai rischiosa).

Accorgimenti per minimizzare gli effetti collaterali

Affinché la somministrazione di cortisone al cane non risulti oltremodo rischiosa, oltre attenersi strettamente alle prescrizioni del veterinario, e riferirgli celermente ogni anomalia registrata senza farsi assalire dal panico, interrompendo bruscamente il trattamento; è sempre opportuno, soprattutto se i tempi si protraggono e i dosaggi sono alti, anche per breve tempo, associare una terapia di sostegno per proteggere lo stomaco, e rispettare i ritmi circadiani, considerando che nel cane è opportuno somministrare il cortisone al mattino e nel gatto alla sera.

Alternative naturali al cortisone

Così come per gli uomini, nelle situazioni meno gravi, si può tentare di sostituire l’ uso di farmaci cortisonici, con alcune alternative naturali, ma naturalmente parlatene prima con il veterinario.
Vediamo con cosa lo possiamo sostituire.

  • Ribes nigrum: ossia l’ estratto delle gemme di un ribes nero particolare, che ha un’ azione simile a quella del cortisone anche se più blanda e lenta. Particolarmente adatto in caso di allergie, riduce le infiammazioni e stimola le risposte immunitarie.
  • Curcumina: il principio naturale della curcuma che ha forti poteri antinfiammatori, ma va assunta in quantità elevata e quindi sono necessarie compresse concentrate .
  • Cardiospermum halicacabum: una pianta rampicante, con proprietà antinfiammatorie e antiallergiche. Normalmente vengono realizzare creme perfette per gli sfoghi cutanei di vario genere. Ha il grande vantaggio di essere utilizzabile anche per lunghi periodi a differenza del cortisone.
  • Reishi: un fungo proveniente dall’Oriente, con doti antinfiammatorie e antiallergiche. E’ disponibile sotto forma di compresse, e le dosi devono essere definite a seconda della patologia da curare. L’ unica nota negativa è che il costo è piuttosto impegnativo.
  • Zenzero: ormai sono conosciute da molto tempo le proprietà benefiche di questa radice, tra cui quella di essere un meraviglioso antinfiammatorio sprovvisto di effetti collaterali.