Divieto cani nel parco: sì, ma solo per emergenza sanitaria

Divieto cani nel parco: sì, ma solo per emergenza sanitaria

Divieto cani nel parco: ordinanza del sindaco?

I sindaci possono adottare ordinanze contingibili in casi di emergenza sanitaria a carattere locale. Tra queste, rientra anche quella di vietare l’accesso ai cani nei parchi cittadini? Vediamo la risposta del Tar della Toscana in merito al divieto cani nel parco emesso da un sindaco.

Non perderti i nostri articoli.

Divieto cani nel parco: la risposta del Tar

La libertà di circolazione delle persone risulta essere limitativa in caso di un’ordinanza sindacale che vieti l’accesso ai cani, anche se custoditi, nelle aree verdi cittadine senza un’indicazione di limite temporale, a meno che non si tratti di un caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica. Questa la risposta del Tar della Toscana, Sez. I, con la sentenza 16 maggio 2017, n. 694.

Divieto cani nel parco: la vicenda

La vicenda che è stata presa in esame dalla Corte è quella che vede protagonista il sindaco del Comune di Sestino che, avvalendosi dei poteri di cui all’art. 50, d.lgs. n. 267/2000, ha imposto, con l’ordinanza n. 27 del 14 giugno 2011, il divieto di accesso cani nel parco pubblico Bracchi, anche accompagnati dal proprietario, poiché era stata riscontrata “la presenza di numerosi escrementi canini in ambito urbano comunale”.

L’associazione “Lega per l’Abolizione della Caccia” ha impugnato tale atto, chiedendone l’annullamento per carenza dei presupposti. Ma il Tar Toscana ha ricordato che in base all’articolo 0, co. 5 d.lgs. n. 267/2000 (Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali) in caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica sono adottabili dal sindaco ordinanze contingibili e urgenti. Tale ordinanze vengono adottate per superare gravi situazioni di incuria e degrado del territorio. In merito alla vicenda analizzata, l’ordinanza del sindaco sarebbe stata emessa come necessità di intervento immediata per rimuovere uno stato di grave pericolo per la salute pubblica in una situazione eccezionale e imprevedibile, che doveva essere fronteggiata attuando misure straordinarie.

Alla luce di quanto analizzato, l’atto è però stato annullato in quanto la presenza di “escrementi canini in ambito urbano comunale” non può considerarsi un caso di emergenza sanitaria e ogni provvedimento straordinario deve indicare i limiti temporali. Inoltre, la Regione Toscana, con la legge n. 59/2009 ha disciplinato la “tutela degli animali” da affezione, stabilendo all’art. 19 che “ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge; in tali luoghi è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola qualora previsto dalle norme statali”, stabilendo al secondo comma che è vietato l’accesso ai cani solamente “in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree gioco per bambini, qualora a tal fine sono chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto”.