Strage di cani a Sciacca: cani ingiustamente avvelenati

Strage di cani a Sciacca: cani ingiustamente avvelenati

Strage di cani a Sciacca

Sono stati trovati circa una trentina di cani avvelenati a Sciacca, in provincia di Agrigento. La strage di cani è iniziata la scorsa settimana, quando sono stati trovati i primi corpi senza vita dei poveri animali, per poi trovarne altri nel fine settimana, tutti uccisi da polpette avvelenate che sono state lasciate in strada.

Non perderti i nostri articoli.

Strage di cani: area sotto sequestro

Nell’area dove sono stati trovati i corpi degli animali, sono intervenuti i volontari dell’Enpa di Catania, Adrano e Agrigento che hanno trovato rifiuti e altre esche avvelenate. L’area dove è avvenuta la strage di cani è stata posta sotto sequestro dai carabinieri, ma non si sa quando inizieranno le procedure di bonifica o il recupero dei cani randagi sopravvissuti.

L’atto è di gravissima crudeltà nei confronti dei poveri animali randagi ed è intervenuto sulla vicenda il governatore della Sicilia Nello Musumeci che ha annunciato che è stato fissato un incontro con le autorità veterinarie e con le associazioni animaliste, per affrontare il problema del randagismo presente sull’isola. Purtroppo la strage di cani registrata a Sciacca non è un episodio isolato; nel trapanese sono stati trovati quattro animali avvelenati e a Campobello di Mazara un povero cane è stato impiccato.

La responsabilità dell’accaduto sembra ricada sul sindaco, che non solo è responsabile per i randagi e per gli altri animali che vagano sul territorio, ma che in caso di ritrovamento di esche contenenti veleno, deve attivare le procedure necessarie per la bonifica della zona.

Il sindaco Francesca Valenti è così finito nel mirino e ha ricevuto moltissimi messaggi minatori. Ha firmato un’ordinanza in cui avverte del pericolo e invita chiunque a tenere sotto controllo i propri animali. Ha inoltre sottolineato il problema del randagismo e assicurato l’intervento dell’amministrazione.

I corpi dei cani che sono stati avvelenati sono rimasti per un paio di giorni sul ciglio della strada e sono stati ora affidati all’Istituto Zooprofilattico regionale, in modo da accertare le cause della morte e il tipo di veleno utilizzato. La polizia sta indagando sull’accaduto, ma i sospettati sono gli abitanti della zona, intolleranti alla presenza degli animali.