Caladio, pianta decorativa tossica per cani e gatti

Caladio, pianta tossica per cani e gatti

Caladio

Originaria del Sud America, il caladio è una pianta erbacea a foglie caduche che si sviluppa in primavera e in estate. Appartenente alla famiglia delle Calle, con cui condivide le bellissime infiorescenze, il Caladio è una pianta erbacea a radice tuberosa, che si distingue per una caratteristica molto apprezzata, ovvero le foglie, spesso molto decorative per le loro grandi dimensioni, eleganti e accattivanti per i vari motivi cromatici con cui si colorano oltre al verde intenso che è il colore di base. Le foglie del Caladio sono prodotte da una radice rizomatosa che le fa nascere in diverse varietà, con sfumature di colore diverso lungo i margini. Infatti, il colore delle foglie è molto vario: su una base verde si alternano sfumature delicate che vanno dall’avorio al rosa, dal bianco al cremisi o al rosso, e disegni di qualsiasi forma.

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Caladio caratteristiche

I fiori a forma di calice o fiaschetti terminano con una punta incurvata verso il basso, mentre i frutti sono delle bacche di colore biancastro. Dopo un certo periodo, però, le foglie del caladio tendono a perdere il loro turgore e cominciano ad afflosciarsi. Infatti, come tutte le piante bulbose, anche il caladio gode di un ciclo vegetativo ben preciso. La pianta va annaffiata solo da marzo a settembre, mentre nel periodo autunnale va tenuta in un luogo caldo e buio e le irrigazioni vanno sospese.

Caladio tossico per cani e gatti

Elegante e appariscente, il caladio è però responsabile di numerose intossicazioni nei piccoli animali. La pianta è tossica sia per i cani che per i gatti, poiché contiene ossalato di calcio. Il composto, presente sotto forma di cristalli aghiformi, nella pianta rappresentano un meccanismo di difesa contro gli erbivori. Del Caladio sono tossiche le radici, le foglie e soprattutto il fusto: proprio qui è infatti presente un succo ricco di ossalati di calcio. La tossicità del lattice è indiretta poiché attacca i tessuti animali e facilita la penetrazione di enzimi proteolitici. Da ricerche recenti pare sia possibile intervenire con una sostanza proteino-simile che andrebbe a determinare la liberazione di istamina. Fra i sintomi più comuni che si possono manifestare nei nostri amici a quattro zampe vi sono difficoltà di deglutizione, irritazione locale, vomito nel gatto e nel cane, scialorrea e difficoltà respiratorie, ma anche asfissia, ipersalivazione, tremori nel cane e nel gatto, diarrea nel cane e nel gatto. La tossicità può portare alla morte oppure può essere debellata ma la guarigione è lenta e l’animale ha bisogno di almeno 8-15 giorni per riprendersi con un trattamento sintomatico.