Sindrome da abbandono in cani e gatti: riconoscerla e gestirla

Sindrome da abbandono in cani e gatti: riconoscerla e gestirla

Sindrome da abbandono in cani e gatti

Sindrome da abbandono o ansia da separazione, questo disturbo comportamentale colpisce un elevato numero di cani e gatti e può provocare gravi disagi nella vita quotidiana. La sindrome da abbandono in cani e gatti è una vera e propria patologia comportamentale che colpisce maggiormente i cani, ma che può anche coinvolgere i gatti. In che modo riconoscere e diagnosticare la sindrome da abbandono? Scopriamolo insieme!

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Sindrome da abbandono in cani e gatti: la patologia

Questa patologia può affliggere i cuccioli lasciati soli in casa e a volte viene sottovalutato il disagio che i nostri amici a quattro zampe provano per questa situazione. Scopriamo dunque insieme in che modo riconoscere e diagnosticare la sindrome da abbandono, ecco alcuni dei sintomi che dovrebbero accendere in noi dei campanelli d’allarme.

  • L’animale abbaia e si lamenta quando voi uscite da casa;
  • L’animale mette la casa a soqquadro quando è solo: distrugge oggetti, graffia porte o mobili, ribalta ciotole e vasi;
  • Al vostro ritorno trovate vomito, urina e feci in giro per casa: soprattutto sui vostri effetti personali;
  • Altri sintomi di stress e ansia: ad esempio, mordersi la coda o leccare una specifica area del corpo in modo compulsivo.

Sindrome da abbandono in cani e gatti: i rimedi

Indiscutibilmente, il primo passo da compiere se si sospetta che il nostro cucciolo sia affetto da sindrome da abbandono, è quello di consultare un veterinario comportamentista. Lui saprà valutare ed escludere altre eventuali patologie; infatti alcuni dei sintomi sopraindicati possono essere riconducibili anche ad altre malattie ed è meglio avere una diagnosi precisa.

Nel frattempo, esistono alcuni rimedi che si possono attuare autonomamente per ridurre lo stato di ansia e stress del cucciolo. Bisogna considerare che la principale causa di questa patologia è l’iperattacamento che il cucciolo nutre nei confronti del proprio umano. Probabilmente non siamo stati in grado di rendere autonomo il cucciolo nella fase di naturale distacco.

Ecco quindi una serie di consigli pratici per aiutare il nostro amico a quattro zampe ad acquisire sicurezza ed autonomia.

  • Meglio non salutare il cane quando usciamo da casa, in questo modo eviteremo di trasmettergli ansia e di enfatizzare troppo la nostra assenza. Anche quando rientriamo a casa, facciamolo in modo tranquillo senza dare troppa importanza all’animale che tenderà a farci le feste in modo eccessivo. Può essere difficile ma è meglio non premiare questo comportamento. Cercate di essere il più possibile indifferenti, come se non fosse successo nulla di così importante;
  • Come abbiamo accennato che uno dei comportamenti tipici di un animale affetto da sindrome da abbandono è quello di mettere a soqquadro la casa in nostra assenza. Al rientro dovremo fare la famosa conta dei danni e sicuramente non sarà il momento migliore della giornata, ma evitiamo di inveire con Fido, urlando e sfogando la nostra comprensibile frustrazione. La mente di cani e gatti è differente da quella umana, funziona per associazione diretta e nel tempo presente. Se urlate. il povero cane o il gatto assoceranno la vostra rabbia con l’ultimo avvenimento, ossia il vostro rientro, non certo con i bisognini fatti sul tappeto persiano due o tre ore prima;
  • False partenze: sì o no? Secondo alcune teorie, mettere in atto delle false partenze propedeutiche serve a migliorare la situazione. In momenti tranquilli, mentre siete in casa, in orari e momenti differenti della giornata, fate tutte le mosse ed attuate tutti i comportamenti che solitamente effettuate prima di uscire: alzatevi dal letto, o dal divano, prendete le chiavi di casa e della macchina, la vostra borsa e andate verso la porta, come abbiamo detto all’inizio, sempre ignorando il cane o il gatto. Inizialmente farete solo il gesto di aprire la porta ma non uscirete realmente dall’abitazione, gradualmente inizierete ad uscire dalla porta, rientrando prima che l’animale inizi a lamentarsi e con il tempo riuscirete a passare fuori prima qualche minuto e poi sempre di più, fino a fare davvero le vostre faccende fuori casa: lavoro, scuola, spesa ecc…

Cane e gatto, come migliorare la qualità della loro vita in casa

Per cercare di ristabilire la serenità dell’animale e ridurre a zero lo stress emotivo, possiamo attuare dei piccoli accorgimenti che miglioreranno la qualità della vita del nostro amico a quattro zampe.

  • Per il cane: aumentare il numero di passeggiate giornaliere e se necessario anche la durata delle singole passeggiate. Insegnare al cucciolo a fare giochi educativi per cani, giochi di ricerca in cui il cane sarà impegnato e concentrato.
  • Per il gatto: arricchire l’ambiente domestico di attrezzi e giochi per gatti adatti a lui; dare al gatto una routine giornaliera, all’interno delle mura domestiche, lo renderà più rilassato.