Operare gatto: consigli pre e post operatori

Operare gatto

Operare gatto – Chi possiede un gatto sa che talvolta, purtroppo, occorre sottoporli a delle operazioni chirurgiche più o meno complicate, così come le loro controparti canine (consigli operare cane). Poiché si tratta di “pazienti” piuttosto particolari, il che significa che a volte i nostri piccoli amici sono tutt’altro che dotati di pazienza, qui di seguito vi forniamo alcune dritte su come comportarvi in questa spiacevole evenienza.

Operare gatto: ogni micio è diverso

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Operare gatto – Come ogni essere umano è differente da un altro, ogni gatto è gatto a modo suo. Ne consegue che prima di affrontare un intervento sarà bene consultarvi con chi, a parte voi, conosce meglio il vostro animale, e cioè il veterinario. Sarà questo professionista, soprattutto quando sia lui direttamente a intervenire sul tavolo operatorio, a poter dare le indicazioni più precise su come trattare quella particolare bestiola. Starà a lui, in particolare, offrire indicazioni su tutto ciò che va fatto prima e dopo un intervento sul nostro micio di casa.

Operare gatto: che cosa fare prima di un’operazione

Operare gatto – Intanto sarà buona norma parlare col veterinario e annotare tutto quello che ci dirà. Generalmente il dottore ci darà queste indicazioni. Primo: tenere l’animale a digiuno dalla sera che precede il giorno dell’intervento. Se il veterinario non indica altrimenti, al gatto si dovrà dare da mangiare, al più tardi, alle sette/otto della sera prima,
posto che l’operazione venga svolta, come è di solito, al mattino. Dopo quell’orario, quindi, sarà bene togliere di mezzo la ciotola coi croccantini. Quella dell’acqua invece la potete lasciare. Non fate i furbi, ovvero non vi fate prendere dalla compassione: il gatto deve stare rigorosamente a digiuno. E comunque se barate il chirurgo se ne accorge, perché di solito la bestiola si mette a vomitare nel bel mezzo del tavolo operatorio. E badate che la faccenda può anche farsi seria, perché dar da mangiare al gatto prima di un’operazione talvolta può provocare una broncopolmonite, che è una malattia con cui non si scherza.

Operare gatto: non fatelo uscire prima del giorno dell’operazione

Operare gatto – Secondo: non lo fate uscire. Questo punto è giocoforza collegato con quello di cui sopra (il digiuno). Se al gatto levate la ciotola, ma poi lo fate uscire di casa, quello non ci metterà un granché a procurarsi da mangiare, magari andando dal vicino di casa e approfittando della ciotola del suo “collega” di pianerottolo.

Operare gatto: gli antibiotici

Operare gatto – Terzo: gli antibiotici. Ci sono interventi, per esempio quelli che riguardano i denti (pulizia, estrazione e quant’altro), che richiedono la somministrazione di antibiotici nei giorni precedenti all’ingresso in sala operatoria (igiene orale gatto). In tal caso sarà bene che chiediate al vostro veterinario se dovrete provvedere voi a somministrare la compressa il giorno dell’operazione o se invece ci penserà lui con una puntura. Nel caso poi che l’animale sia sotto terapia per una malattia cronica (per esempio il diabete), il
veterinario dovrà dirvi come gestire la somministrazione dei farmaci nel giorno dell’intervento.

Operare gatto: i rischi dell’anestesia

Operare gatto – Fin qui abbiamo detto di come regolarsi prima dell’operazione. Durante l’operazione è ovvio che le nostre possibilità di controllo sono zero e che tutto è nelle mani dei veterinari. Riguardo a quel che può succedere durante l’intervento, un rischio di cui si deve tener conto è quello legato all’anestesia. Intanto, una notazione terminologia: contrariamente a quanto si pensa comunemente, la “anestesia”, come dice il nome, ha a che fare con la riduzione o la soppressione del dolore peri e post-operatorio, non semplicemente col riuscire ad addormentare il paziente. Tenendo conto del farmaco chi si usa è possibile avere: analgesia: ovvero la perdita della sensibilità
al dolore; anestesia locale: perdita totale della sensibilità al dolore di una parte; anestesia generale: qui la perdita di sensibilità si accompagna alla perdita di coscienza; anestesia chirurgica: si accompagna al rilassamento dei muscoli e permette di intervenire senza dolore e senza che ci siano movimenti di alcun tipo. Va detto che anche in veterinaria esistono delle linee guida relative all’anestesia. Attenersi a queste tabelle permette di minimizzare i rischi. Quali sono i rischi dell’anestesia? Va detto che non esiste un solo rischio anestesiologico, perché quel che può succedere in sala operatoria può dipendere da una lunga e in qualche misura imprevedibile serie di fattori, basti pensare ad una reazione avversa del paziente a quel particolare tipo di farmaco (della quale, in ipotesi, non essendo stato l’animale operato altre volte, non era possibile sospettare). Insomma i rischi per i gatti sono simili a quelli dei cani (anestesia cane)

Operare gatto: il post-operatorio

Operare gatto – Quando riportate a casa il gatto, trattatelo come sempre. Niente attenzioni particolari o eccessive moine o carinerie: anche gli animali percepiscono gli stati di ansia, quindi se siete calmi e normali voi, lo saranno anche loro. Prima dell’intervento avrete provveduto a chiedere al veterinario se il gatto dovrà portare un collare post-operatorio o una maglietta apposita per evitare che cominci a leccare la ferita chirurgica o che si strappi i punti. La sera del giorno in cui è stata fatta l’operazione il gatto non dovrebbe mangiare: l’anestesia infatti ha tra i suoi effetti anche quello di rallentare il transito intestinale: se il gatto mangia, corre il rischio di vomitare, perché ancora i riflessi non sono tornati quelli di prima. Sempre parlando della sera del giorno in cui si è svolta l’operazione, ricordate che cane e gatto dovrebbero essere tenuti lontani da altri animali. Meglio non lavarlo. L’animale sarà ancora sotto l’effetto dell’anestesia e quindi potrebbe reagire male. Ma è importante tenerlo tranquillo soprattutto perché deve smaltire i postumi dell’operazione. Da questo punto di vista i cani non sono molto differenti dagli esseri umani: per recuperare appieno hanno bisogno di riposo, calma e tranquillità. Se il giorno dopo l’intervento, infine, il gatto mostrasse scarso appetito, non dovete preoccuparvi, è perfettamente normale. Siete legittimati ad inquietarvi solo se l’inappetenza si protrae anche nei giorni successivi. In tal caso, sarà opportuno chiamare il veterinario. Un’ultima notazione. Se il dottore ha prescritto una terapia antibiotica per il dopo operazione, come è probabile, seguitela con scrupolo: non sospendete il farmaco per nessun motivo, né tanto meno diminuite la dose: la setticemia può essere mortale.